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Il Corpo delle donne 2… ovvero la ridicola difesa di Striscia la notizia

28 febbraio 2011

L'ex velina di Striscia la Notizia, Melissa Satta, sulla copertina del settimanale Panorama. Per chi non se ne fosse accorto, "toccami" si riferisce ai dispositivi touch screen.

Quei buontemponi di Striscia la Notizia di recente hanno pubblicato online il Corpo delle Donne 2, la mercificazione della donna sulla stampa progressista.

Partendo dal famoso documentario di Lorella Zanardo, Antonio Ricci & Co. intendono dimostrare come la mercificazione dell’immagine della donna avvenga sulla stampa di sinistra e non solo sulle reti Mediaset.

A guardare i primi secondi del contro-documentario targato Mediaset, sembra di assistere piuttosto ad una resa, un’inevitabile disfatta. Per confutare il lavoro della Zanardo, infatti, Striscia le fa il verso.

Gli autori (autrici?) di questo capolavoro non possono fare altro che riprendere le immagini iniziali di Il Corpo delle Donne, inserendo una voce fuori campo che imita l’originale e come sottofondo Because the night di Patty Smith, inno delle “donne progressiste”.

Forse per il pubblico di Striscia la Notizia, questo documentario potrà sembrare l’avanguardia del femminismo (in salsa berlusconiana, sia ben chiaro), per la casalinga frustrata e il suo vorrei-ma-non-posso (permettermi-il-viagra) marito, il Corpo delle donne 2 sarà l’illuminazione del terzo millennio. Leggi il seguito di questo post »

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L’ottimismo di Berlusconi

16 aprile 2009

“In confronto all’entità del sisma le vittime sono state poche, potevano essere molte di più. Nel male c’è stata comunque una parte di fortuna”
L’ha detto oggi Silvio Berlusconi, parlando con i giornalisti a Poggio Picenze.
Ragionando a mente fredda, certo, è così.
Però (c’è sempre un però) non posso fare a meno di chiedermi: quanti morti dovevano esserci per poter affermare che il terremoto in Abruzzo è stata una catastrofe?
Possibile che 295 morti e 28mila sfollati siano cifre di poco conto?
Ebbene, ci sono paesi dove eventi sismici di portata ben più grave al massimo causano una decina di vittime. In Giappone, per esempio. Invece in Cina, il sisma che l’anno scorso colpì il Sichuan (di 7,8 gradi della scala Richter) uccise 10mila persone. Allora, quella sì che è vera tragedia!
Senza voler scadere nel retorico, ma anche una sola morte rappresenta una tragedia per altre persone, per i familiari, gli amici…
Il punto, temo, sia proprio questo: quando vediamo in televisione la gente che piange i propri cari ci sembra di guardare un film, una fiction qualsiasi, arriviamo pure a commuoverci, però, poi… tutto passa e il dolore altrui si scioglie in un sentimento terribile quanto inflazionato: la pietà. Ma non come la intendevano gli antichi romani, la pietas che ispirava nobili azioni. No, sto parlando della pietà vespiana, fatta di plastici, di racconti strazianti, che sconfinano nel morboso, a tal punto da sembrare finzione. La pietà che anestetizza, perché simile alla finzione, dove i morti sono solo numeri. O storie strappalacrime, drammatiche. Mai persone, esseri umani…

Anno meno che zero – colpisce ancora

16 gennaio 2009

Adesso, io non sono dalla parte di nessuno dei due. L’Annunziata ha sbagliato, Santoro anche. E soprattutto non ho visto la trasmissione, perché, in genere, poco mi piace chi urla in TV.

Però, caro Santoro, la tua intelligenza, nonché esperienza, è stata sopraffatta da un eccesso di ira, suppongo perché le parole della signora Annunziata hanno, in qualche modo, intaccato il tuo ben noto narcisismo. Ma questa è una cosa.

La telefonata di Fini a Petruccioli è un’altra, ben più grave. Per non parlare delle esternazioni di Cicchitto: “Quanto avvenuto è gravissimo perché ai telespettatori è stata data una informazione prodotta al di fuori dei più elementari principi deontologici del giornalismo. Sorprende constatare che al momento non ci sia ancora stato un atto di censura da parte dei vertici Rai”.

Ah però! come siete magnianimi voi signori-vertici-della-Rai. Insomma che sarà stato mai! Una trasmissione televisiva, un errore mastodontico del suo conduttore e vai, scoppia il caso politico!

A me, piuttosto, quello che è successo ieri ad Annozzero è sembrato il sunto di quanto succede nella poltica italiana ogni giorno. Uno spara una cazzata, e subito dopo, un altro è pronto con una più gossa!

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