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Immaginiamo i figli di Berlusconi… all’opposizione

27 maggio 2009

“Alle italiane e agli italiani vorrei rivolgere una semplice domanda: fareste educare i vostri figli da quest’uomo? Chi guida un paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi”

Dario Franceschini, segretario del PD, riferendosi al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Allora, proviamo ad immaginare i figli degli italiani affidati a Berlusconi. Oddio.

Per esempio, i maschi non possono superare i 160 centimetri di altezza, altrimenti il ‘papi’ è costretto a farsi fare tacchi più alti. I capelli, poi, rigorosamente rasati, non per cameratismo, né per particolari esigenze igieniche, ma per non attirare la Sua di invidia. Le donne, invece, potranno indossare al massimo la taglia 42, e seno rifatto (offre lui, non preoccupatevi) dopo il primo ciclo mestruale, vi chiederete perché così presto… be’ a 18 anni saranno già pronte per la pensione!

Certo, sono stata cattiva, e a volte mi dico: prima o poi qualcuno mi “bacchetterà” per queste mie insolenze. Però, io che non sono giornalista, né donna di troppo intelletto, posso solo permettermi di esprimere idee balorde su questo omino basso, pelato, egocentrico, vanitoso e megalomane che guida il mio paese. Il NOSTRO paese.

Troppe volte, infatti, dimentichiamo una cosa essenziale: Berlusconi non è presidente solo di chi l’ha votato, ma anche di chi come me, e come tante altre persone, hanno espresso (e continuano a farlo) idee diverse. Insomma, il capo del governo dovrebbe rappresentare una sorta di “padre” (non ‘papi’), inteso come guida, e non solo rappresentante del suo elettorato. Certo, ha ricevuto un mandato da una parte cospicua degli italiani, ma le democrazie si distinguono dai totalitarismi per il rispetto del dissenso. I totalitarismi (regimi come quello di Teheran o di Pechino in cui ci sono elezioni ma l’unica forma di opinione pubblica è filogovernativa) sono fatte di monologhi, le democrazie, invece, sono dialogiche. E in quanto tali, non possono avere una voce sola.

Per esempio, immaginate un film: per due ore un unico protagonista che racconta una sola storia, un’inquadratura fissa e nemmeno un commento musicale. Dopo quanto tempo vi annoiereste? 10, 15 minuti? Forse anche di meno.

Non a caso gli antichi greci oltre alla democrazia, inventarono il teatro!

Chiudo, citando un uomo che a me non piace, non è mai piaciuto e che, più di ogni altra cosa, reputo uno dei maggiori responsabili della debachle (non solo elettorale) del PD, Walter Veltroni:

“In tutti i paesi al mondo c’è un governo, ma solo nelle democrazie c’è anche l’opposizione!”

(chiedo venia se non sono le parole esatte, ma mi fa fatica andare a ripescare il discorso al Circo Massimo che Veltroni tenne l’estate scorsa…)

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Indignarsi è una questione morale!

17 dicembre 2008

Ricordo manipulite, lo ricordo molto bene. All’epoca mio padre lavorava al tribunale di Napoli e qualcosa era arrivato anche là (leggi: De Lorenzo, Poggiolini…), ricordo i suoi racconti, i 130 miliardi della signora Poggiolini per le spese di tutti i giorni. Ricordo deputati della Lega che alzavano i cappi in Parlamento, la gente che urlava, e quelli come me (giovani e non solo) che speravano. Sono passati quasi vent’anni, e allora? Qualcuno è andato via, qualcuno è morto (perché aveva scelto mete troppo lontane!). Molti, però, sono rimasti, hanno fatto il lifting, cambiato abito e messo il parrucchino. E sono sempre là.

Sia ben chiaro: l’Italia è una repubblica. Per fortuna! I cittadini hanno il diritto di voto, ci sono le elezioni! E all’epoca si poteva anche esprimere la preferenza. Mi chiedo, quindi, perché nulla è cambiato? La risposta è semplice: io, tu, lei, lui, voti, loro, NOI, tutti noi, li abbiamo votati. Di nuovo! Dimenticando tutto, soprassedendo. Perché certe cose, morali o amorali che siano, per non italiani hanno poco valore. Tanto così fan tutti, no? Allora, abbiamo davvero bisogno di una legge che impedisca ai politici condannati per reati di concussione e affini di entrare in Parlamento? o semplicemente dovremmo passarci una mano sulla coscienza e dire: in Italia siamo tutti uguali???

Alla fine, cosa resta dopo tanti anni? I processi fasulli a Berlusconi, i miliardi spesi per cercare di mandarlo in galera e lui, più furbo, che ribalta la situazione e si mostra come povera vittima indifesa contro una giustizia forcaiola (da premettere che il buon Silvio sia stato furbo soprattutto per aver fatto un paio di leggi – giusto un paio – in suo favore!), Previti, Dell’Utri, Andreotti, caio e sempronio, condannati, in prescrizione, assolti, condannati, ri-condannati, primo, secondo, terzo, e se c’era pure quarto grado. Ma soprattutto: valanghe di voti al PDL. Alè!

Ora una bufera giudiziaria travolge il PD (se sono bravi possono far breccia anche loro nel cuore degli italiani), la Iervolino blatera a vanvera (poi con quella voce!!!), da un paio d’anni Bassolino dice di non dimettersi per una questione di coerenza, che scena pietosa. Io mi indigno, da donna di sinistra (o qualcosa di molto simile!), mi vergogno. Penso che sia tutto sbagliato. E sono incazzata, perché Berlusconi e i suoi possono permettersi il lusso di dire a Veltroni: “Avete un problema di questione morale!”. E la cosa peggiore è che c’hanno ragione!!! Il PD ha un problema morale. E anche il PDL, e anche l’Italia dei Valori (lo stesso Di Pietro è stato indagato, poi prosciolto, poi non si sa, poi qualcosa succederà!), anche Rifondazione (perché manda le ex parlamentari all’Isola dei Famosi – se non immorale questo, ditemi allora cosa!), anche io ho un problema morale. Sono italiana.

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