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Sempre la solita storia

10 dicembre 2008

Io lo so, sono noiosa, dico sempre le solite cose… a volte mi preoccupo perché ho solo 33 anni e già sembra una vecchia rincitrullita. Però, leggendo le pagine dei quotidiani, mi sembra di notare la stessa attitudine alla ripetizione! Oggi si celebrano i 60 anni della Dichiarazione dei Diritti Umani. Bene, bene. Anche il Vaticano dice la sua. Ne ha il diritto, ci mancherebbe. Il punto è che nel discorso del Cardinal Bertone ci sono delle infinite ripetizioni. Una su tutte: il richiamo alla cosiddetta legge naturale. Che cosa sia io non lo capisco. Legge naturale dovrebbe essere che in inverno fa freddo e in estate caldo, che gli uomini nascono, crescono e poi muoiono, che alcuni alberi perdono le foglie altri no. Perciò faccio sempre più difficoltà a capire cosa c’entri con i diritti umani. Cioè, mi spiego meglio. Che tutti gli uomini siano creati uguali dovrebbe essere un fatto “naturale”. Che però la stessa legge naturale non includa anche l’omosessualità mi sembra davvero una forzatura, nel senso che esiste, esiste in natura, negli animali e non solo negli esseri umani. Quindi è naturale. Mi sembra, invece, piuttosto innaturale che un animale (o ancor peggio una pianta) uccida, deliberatamente, un suo simile, lo fa solo  per motivi di sopravvivenza. Per quel poco che ne so, gli animali non progettano strumenti, spesso molto sofisticati, per infliggere torture, causare sofferenze, uccidere in maniera sistematica i loro simili. Ora, non voglio entrare nel merito di discipline a me sconosciute, ma, così, a prima vista mi sembra di capire che spesso le bestie (sulle quali si pratica l’eutanasia senza nessuna condanna da parte del Vaticano) sono molto più “civili” di noi.

Fatto questo breve preambolo, trovo che il discorso di Bertone (che ho letto più di una volta) sia piuttosto articolato e farraginoso, frutto, probabilmente, della migliore ars oratoria gesuitica. In altre parole: il Vaticano si sta arrampicando sugli specchi, pur di difendere il no alla depenalizzazione dell’omosessualità proposta dalla Francia all’ONU. Si evince, in maniera chiara e nitida, la difficoltà di un’istituzione religiosa, politica ed economica, di mascherare le proprie reali intenzioni: imporre il proprio volere (e in questo caso è fortemente politico). Non importa se nel mondo migliaia di persone vengono torturate, imprigionate, lapidate, e uccise solo perché omosessuali. Così come non bisogna difendere i disabili, perché nella proposta dell’ONU non c’è un chiaro riferimento contro l’aborto. Ergo quei disgraziati, che siano froci o handicappati, poco conta, se ne vadano pure a quel paese.

Si noti, però, che il discorso è valido solo per l’Italia. Perché solo dalle nostre parti, la posizione di monsignor, cardinal, papa tal-dei-tali ha un effettivo peso politico. Forse lo stesso vale per la Polonia, considerata una delle nazioni più a rischio per gli omosessuali, assieme a Iran, Cuba e qualche altra allegra dittatura!

Appunto, sempre la solita storia!

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