Posts Tagged ‘Berlusconi’

Meno cattivi e cattivi cattivi

22 febbraio 2011

Berlusconi e Gheddafi. Amicizia finita?

In politica, soprattutto in politica estera, non ci sono buoni o cattivi, ma solo cattivi cattivi o meno cattivi. È inevitabile. Altrimenti certe persone deciderebbero di fare un altro mestiere. Missionari in Africa, per esempio. Gheddafi è uno cattivo cattivo. C’è poco di aggiungere.

Talmente cattivo che alla fine persino Berlusconi, il suo grande amico, è dovuto uscire allo scoperto: “basta con le violenze”. (per inciso, la risposta amichevole di Gheddaffi è stata: “Italia e Usa danno razzi agli insorti”. Si vede che in politica come in amore non si guarda in faccia a nessuno… nemmeno agli amici!)

Eppure bombardare i propri civili per sedare una rivolta ha un sapore del tutto nuovo. Nemmeno in Iran due anni fa si sono spinti a tanto. Il regime di Ahmadinejad ha represso le manifestazioni degli studenti con la forza.

Così come successe a Pechino nella primavera del 1989. In Cina, in Iran, nella Russia di Stalin, la repressione è avvenuta soprattutto nelle carceri. Oppure, i dissidenti sparivano come i desaparicidos sudamericani.

A confronto, la dura reazione di Gheddafi ha qualcosa di folle. È la convinzione che la forza sia l’unica arma per comandare. E non chiede scusa per questo, né si maschera, anzi, lo fa nel modo più tracotante, evidente e spregiudicato possibile. Per questo spaventa. Non c’è ideologia, non c’è motivazione se non la disperata difesa del proprio potere.

Un potere che non cerca consenso, se non quello militare. Al massimo un’alleanza con qualche altro stato che sostenga la teoria degli americani e europei che fomentano le rivolte. Lo stesso potere che conosce solo il ricatto delle proprie risorse naturali e della propria posizione geografica come possibile barriera tra l’Europa e i disperati africani in fuga dalle loro terre martoriate.

Per quanto riguarda il governo italiano, l’unica vera tragedia pare essere proprio quest’ultima. Per Frattini “rischiamo un esodo epocale”, mentre serafico Bossi gli fa eco: “Immigrati? Li mandiamo in Europa”.

Chissà se loro sono meno cattivi o cattivi cattivi.

Annunci

Sanremo, Barbareschi e l’amico Gheddafi

20 febbraio 2011

Sanremo è finito (per fortuna). Pare che sia stato un festival di sinistra: Vecchioni dedica la vittoria alle donne (ma le donne sono di sinistra e le escort di destra?) , Roberto Beningni a cavallo spiega l’inno di Mameli e bacchetta la Lega, Luca e Paolo citano Gramsci. Il tutto senza nessuna telefonata di Masi!

(Per inciso, il festival l’ho “visto” su Facebook e vi posso assicurare che è stato molto divertente).

Oggi, dopo settimane di agonia, Luca Barbareschi ha deciso di lasciare Futuro e Libertà (un partito, una certezza!) e Napolitano si è espresso sul Rubygare con la solita frase garantista e viminalista: “Berlusconi ha i mezzi per difendersi”.

Intanto la Libia brucia, 250 morti in pochi giorni, e mentre tutto il mondo condanna la dura repressione di Gheddafi, il nostro premier commenta serafico: «Non lo cerco, ha da fare».

Il mondo gira, ma qualcuno resta sempre fermo.

Per farla… rito abbreviato

15 febbraio 2011

Su Wikipedia si legge: “Perché il P.M. possa chiedere il giudizio immediato occorre l’evidenza della prova e che la persona sottoposta alle indagini sia stata interrogata sui fatti dai quali emerge l’evidenza della prova oppure che la persona, pur avendo ricevuto l’invito a presentarsi, non si sia presentata.”

Quale delle due ipotesi?

Sì, manifestare!

15 febbraio 2011

Una delle tantissime e bellissime donne che manifestavano in piazza Castello domenica 13 febbraio

Non me lo aspettavo. Per una scettica come me è stata una sorpresa. Più di tutto, mi ha sopresa Milano. Nonostante la pioggia, domenica 13 novembre a gridare Se non ora quando? eravamo in centomila, ammassati tra il Duomo e Piazza Castello.

La cosa più sorprendete è stato vedere la sciura milanese sfidare la pioggia e il freddo pur di manifestare in piazza. La sciura che incontri per strada al mattino, che va a fare la spesa in pelliccia, col carrello e i capelli freschi da messa in piega.E non ti aspetti di vedere proprio lei, insieme alle sue amiche, altrettanto impeccabili e impellicciate, accalcate per le vie del cento, circondate da striscioni colorati e provocatori.

Leggi il seguito di questo post »

Il partito dell’Amore – se non ora quando?

12 febbraio 2011

La Ministre dell'Amore, Michela Brambilla e Maria Stella Gelimini

Domenica 13 dicembre anch’io sarò in piazza a manifestare. Ammetto, non so per cosa o contro cosa. O meglio non lo so di preciso.

Non so se sono del tutto convinta, oppure se ho voglia di farmi convincere.Però so di provare un certo disagio. Non per le vicende sessuali del premier.

Mi spiego meglio. In quanto donna, non mi sento offesa da personaggi come Ruby e simili. Anzi, penso che il loro sia il mestiere più antico del mondo e, come tale, vada rispettato. Va rispettata la volontà di queste donne di vivere la propria vita come meglio credono. Posso non condividere le loro scelte, così come loro non condividono le mie.

Non provo pietà per loro, né disgusto nei confronti di Berlusconi. Non se questo paese fosse davvero libero da accettare la prostituzione come lavoro legalizzato. Non avrei nessun problema a concepire l’utilizzo del corpo (e della propria sessualità) come merce di scambio, se fossimo in un paese dove le scelte individuali vengono accettate ad ogni livello: giuridico, sociale, morale. Leggi il seguito di questo post »

E se l’Italia preferisse i bei maschioni anziché le escort?

10 febbraio 2011

Ormai non si parla d’altro. E, a dire la verità, non ho voglia di sprecare troppe parole su Silvio Berlusconi e le sue donne, escort o volontarie dell’amore che siano. Ma solo un pensiero semplice e lapidario.

Se il nostro benamato primo ministro fosse stato pizzicato non con un donna, ma con una trans, o peggio con un uomo, cosa sarebbe successo?

La risposta è abbastanza banale: dimissioni immediate. Ne sono certa. Non si sarebbe gridato allo stillicidio mediatico e giudiziario. La Santanché non si sarebbe palesata, come una menade inferocita, in qualsivoglia talk show per difendere la lesa maestà a suon di urla. Ghedini non avrebbe parlato di incostituzionalità, né Frattini avrebbe mai invocato il ricorso all’Unione Europea per difendere i diritti umani (del premier).

Se invece di Ruby, tra le braccia di Berlusconi ci fosse finito Roberto, un bel maschione depilato, tutto muscoli e tatuaggi, come pensate che avrebbe reagito la Chiesa? Si sarebbe trincerata lo stesso nel “dico, ma non dico troppo perché mi hanno tolto l’ICI”? Leggi il seguito di questo post »

Meglio un figlio drogato

3 novembre 2010

“Meglio guardare le belle donne che essere gay”

Silvio Berlusconi, 2 Novembre 2010.

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi in un incontro con i suoi sostenitori

Ecco come, in un momento di crisi politica, Silvio Berlusconi fa appello al senso comune. E come al solito funziona.

Perché se una parte del Paese si indigna, un’altra è concorde, applaude e si sente sollevata dalle parole del Premier.

Non intendo entrare nel merito del dibattito politico, ma parlare proprio della strategia del luogo comune.

Come la Santanché ci insegna:

“qualsiasi genitore si augurerebbe di avere un figlio etero”.

(come darle torto)

Del resto, cosa volete che pensino la casalinga di Voghera, la sciura Maria e donna Concetta? Meglio un figlio drogato che un figlio frocio. Leggi il seguito di questo post »

Il voto, le cose serie e le esternazioni misteriose di Veronica Lario

11 giugno 2009
Debora Serraobama

Debora SerraObama (?)

Le elezioni europee e parte delle amministrative sono andate… male!

Eccetto per una giovane donna che viene da Udine, Debora Serracchiani, e un ex magistrato di Salerno, Luigi De Magistris. Mi rallegro soprattutto per la prima, che sinistrati internettari, come me, hanno seguito e sostenuto.

Io, invece, non ho votato, non per scelta. Avrei voluto, e come, ma mi è stato impedito da un assurdo e immotivato ritardo del volo Meridiana da Napoli a Milano. Arrivo previsto: 19:50, in tempo per correre al seggio. Arrivo effettivo: 22:45. In compenso la compagnia aerea – ormai sull’orlo del fallimento – mi ha regalato 4,80 euro di buono pasto, da poter consumare all’interno dell’aeroporto. Però, che lusso!

Detto questo, una breve e sommaria analisi della tornata elettorale mi porta a credere che gli italiani sono con Silvio, sempre e comunque, con o senza Veronica Lario che oggi è tornata ad esternare. Be’, dopo tutto ‘sto casino delle elezioni ci mancava solo lei. In una lettera al Corriere della Sera si legge:

«In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale. Certo è che la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui. Certo è che l’ho sempre amato e che ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia».

larioE’ vero, l’Italia aveva proprio bisogno di una nuova lettera della ex-attuale-chi-può-dirlo first lady. Perché la campagna elettorale è stata troppo seriosa, troppo piena di temi tristi, complicati da capire come la crisi economica, la drastica diminuzione del PIL e l’aumento esponenziale di licenziati e cassaintegrati. Sì, ci voleva una ventata di sano gossip per alleggerire le pagine dei giornali in questi giorni (si vede che il faccione Gheddafi-Michael Jakson non bastava!)

Commenti ironici a parte, mi chiedo: mia cara Veronica Lario è vero che lei è donna cancro, volubile, a volte impenetrabile e per certi versi ambigua (fosse solo che è il mio stesso segno zodiacale), ma, diciamocela tutta, ci ha anche un po’ rotto co’ ‘sta storia!

Se non è stata neppure sfiorata la verità del suo rapporto con Silvio, signora mia, ma perché non ce lo spiega? Così come la ragione per cui è dovuta ricorrere alla stampa, che è stato? si era rotto il cellulare? lui si negava, oppure era sempre occupato a parlare con le sue bambine adottate in giro per l’Italia? Ci dica, signora Veronica piena di grazia, ci dica per favore perché. Sa io vengo da Napoli, anzi dalla provincia – a pochi chilometri da Portici! – e dalle nostre parti (di sicuro la bella Noemi mi capirà) si dice: “vott’ a petrella e nasconn’ a manella!”

Se ha bisogno di una traduzione adeguata, può sempre chiedere ad Apicella!

Immaginiamo i figli di Berlusconi… all’opposizione

27 maggio 2009

“Alle italiane e agli italiani vorrei rivolgere una semplice domanda: fareste educare i vostri figli da quest’uomo? Chi guida un paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi”

Dario Franceschini, segretario del PD, riferendosi al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Allora, proviamo ad immaginare i figli degli italiani affidati a Berlusconi. Oddio.

Per esempio, i maschi non possono superare i 160 centimetri di altezza, altrimenti il ‘papi’ è costretto a farsi fare tacchi più alti. I capelli, poi, rigorosamente rasati, non per cameratismo, né per particolari esigenze igieniche, ma per non attirare la Sua di invidia. Le donne, invece, potranno indossare al massimo la taglia 42, e seno rifatto (offre lui, non preoccupatevi) dopo il primo ciclo mestruale, vi chiederete perché così presto… be’ a 18 anni saranno già pronte per la pensione!

Certo, sono stata cattiva, e a volte mi dico: prima o poi qualcuno mi “bacchetterà” per queste mie insolenze. Però, io che non sono giornalista, né donna di troppo intelletto, posso solo permettermi di esprimere idee balorde su questo omino basso, pelato, egocentrico, vanitoso e megalomane che guida il mio paese. Il NOSTRO paese.

Troppe volte, infatti, dimentichiamo una cosa essenziale: Berlusconi non è presidente solo di chi l’ha votato, ma anche di chi come me, e come tante altre persone, hanno espresso (e continuano a farlo) idee diverse. Insomma, il capo del governo dovrebbe rappresentare una sorta di “padre” (non ‘papi’), inteso come guida, e non solo rappresentante del suo elettorato. Certo, ha ricevuto un mandato da una parte cospicua degli italiani, ma le democrazie si distinguono dai totalitarismi per il rispetto del dissenso. I totalitarismi (regimi come quello di Teheran o di Pechino in cui ci sono elezioni ma l’unica forma di opinione pubblica è filogovernativa) sono fatte di monologhi, le democrazie, invece, sono dialogiche. E in quanto tali, non possono avere una voce sola.

Per esempio, immaginate un film: per due ore un unico protagonista che racconta una sola storia, un’inquadratura fissa e nemmeno un commento musicale. Dopo quanto tempo vi annoiereste? 10, 15 minuti? Forse anche di meno.

Non a caso gli antichi greci oltre alla democrazia, inventarono il teatro!

Chiudo, citando un uomo che a me non piace, non è mai piaciuto e che, più di ogni altra cosa, reputo uno dei maggiori responsabili della debachle (non solo elettorale) del PD, Walter Veltroni:

“In tutti i paesi al mondo c’è un governo, ma solo nelle democrazie c’è anche l’opposizione!”

(chiedo venia se non sono le parole esatte, ma mi fa fatica andare a ripescare il discorso al Circo Massimo che Veltroni tenne l’estate scorsa…)

Tutti i tronisti di Noemi…

25 maggio 2009

Questo è il primo: Gino Flaminio, 22 anni, vive a Napoli (nel popolare quartiere Vasto), fa l’operaio, ha l’aria perbene e semplice, come si definisce lui stesso è “uno del popolo”. Di certo, non spicca per particolari doti dialettiche, però è alto, giovane, aitante (ha una passione per il kickboxing).

Questo è l’altro: Silvio Berlusconi, è nato a Milano il 29 settembre 1936 (ha 72 anni), dal 1985 sposato con Veronica Lario (si attendono ancora notizie sul loro effettivo divorzio), vive tra Roma e Arcore, politico e imprenditore, dall’aprile 2008 ricopre per la terza volta la carica di presidente del Consiglio dei ministri. E’ un uomo energico, carismatico, che il popolo lo conosce bene, del resto è il leader del “Popolo della Libertà”. Di certo, non spicca per doti atletiche (ci sono varie supposizioni sulla sua reale altezza), né per particolare avvenenza (da anni l’Italia si domanda di che materiale siano fatti i suoi capelli). Ma sa essere romantico: per i 18 anni della nostra Noemi, le ha regalato un gioiello da 6 mila euro.

Domenico Cozzolino

Domenico Cozzolino, l'attuale (presunto) fidanzato di Noemi Letizia

Adesso pare che la nostra Noemi non abbia scelto nessuno dei due, piuttosto sia fidanzata (si dice da 10 mesi) con Domenico Cozzolino, già avviato nel mondo dello spettacolo (nello specifico Domenico è stato corteggiatore ad “Uomini e Donne” di Paola Frizziero).

Da quasi un mese, ormai, il paese intero si domanda quale sarà l’esito di questa avvincente storia d’amore. Fatto sta che proprio oggi, il padre di Noemi, Benedetto (da tutti conosciuto come Elio), ha fatto sapere che sua figlia è ancora illibata.

Uno scandalo del genere non ha niente da invidiare a quello che più di 10 anni fa travolse gli Stati Uniti, quando l’allora presidente Bill Clinton fu accusato di aver intrattenuto una relazione (pare soltanto sessuale) con la stagista Monica Lewinsky. Anzi, grazie al tipico spirito italiano, gossipparo, malizioso e malpensante, la vicenda ha assunto dei contorni torbidi e, per certi versi, grotteschi, replicando, in maniera del tutto palese, le stesse dinamiche dei reality show che tanto vanno di moda di questi tempi.

Da una parte abbiamo il povero sfigato che dice di essere stato mollato dalla sua donna quando questa, chissà per quale strana tangente, è riuscita ad entrare nel glitteroso e fantasmagorico mondo dello spettacolo e della politica (che, va da sé, sono la stessa cosa). Dall’altra, il vecchio, galante e generoso, che non ha fatto niente di male, solo regalare ad una bambina un collier da 6mila euro (poco meno di quanto guadagnerà lo sfigato in un anno!). E lei, residuato bellico della donna angelica di stampo dolce stil novo, rimane ancora illibata.
Diciamocela tutta, le vogliamo bene per questo! Un angelo petrarchesco che resiste, in un mondo di grandi, ancora vergine (e chiamiamo le cose con il loro nome!). Lei come poche, dato che, è risaputo, le ragazze italiane perdono la verginità molto prima. Sarà che non tutte hanno la fortuna di incontrare Silvio Berlusconi…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: