Il partito dell’Amore – se non ora quando?

12 febbraio 2011

La Ministre dell'Amore, Michela Brambilla e Maria Stella Gelimini

Domenica 13 dicembre anch’io sarò in piazza a manifestare. Ammetto, non so per cosa o contro cosa. O meglio non lo so di preciso.

Non so se sono del tutto convinta, oppure se ho voglia di farmi convincere.Però so di provare un certo disagio. Non per le vicende sessuali del premier.

Mi spiego meglio. In quanto donna, non mi sento offesa da personaggi come Ruby e simili. Anzi, penso che il loro sia il mestiere più antico del mondo e, come tale, vada rispettato. Va rispettata la volontà di queste donne di vivere la propria vita come meglio credono. Posso non condividere le loro scelte, così come loro non condividono le mie.

Non provo pietà per loro, né disgusto nei confronti di Berlusconi. Non se questo paese fosse davvero libero da accettare la prostituzione come lavoro legalizzato. Non avrei nessun problema a concepire l’utilizzo del corpo (e della propria sessualità) come merce di scambio, se fossimo in un paese dove le scelte individuali vengono accettate ad ogni livello: giuridico, sociale, morale.

Se Ruby & co. emettessero regolare ricevuta fiscale dopo ogni prestazione, forse la Minetti (e tutte le altre donne che sono arrivate in Parlamento per “vie traverse”) non finirebbero nel conto spesa di noi contribuenti. Semplice: non ci sarebbe nessun motivo per “nascondere” la loro vera professione. Per giunta, ci eviteremmo questo genere intercettazioni che somigliano sempre più ad un Satyricon scritto male.

Anziché impantanarci nelle folli notti di Arcore, potremmo pensare ai problemi che davvero affliggono il paese. Magari (lo so, sto sognando) Berlusconi potrebbe essere giudicato per quello che davvero ha fatto (e fa) come statista (oddio che parolone). Cosa non da meno, ci risparmiaremmo la morale di Giuliano Ferrara che, prima mette su un partito antiabortista, e poi si imbarca in una zoppicante parabola pro-libertina in difesa del premier.

Inutile nascondersi dietro un dito: la vera offesa alle donne non risiede (solo) nei modelli femminili che la televisione ci propina – tette, culi, e pezzi di corpo plastificati – ma nell’ipocrisia con cui confeziona gli spettacolini per il grande pubblico.

Le donnine che si azzuffano da Maria De’ Filippi lo fanno “in nome dell’Amore”. Le concorrenti dei reality, le vallette degli show televisivi, le letterine, le veline, le nonosocosaconletetteallaria (tutte inscatolate nell’enorme macchina mediatica che fa capo a Mediaset e a Chi, la testata salvapremier tinta di rosa dal buon Alfonso Signorini), tutte loro alla fine sognano il grande Amore, una famiglia, avere dei figli.

E non fa una piega, Silvio è a capo del partito dell’Amore.

Del resto, tra qualche giorno è (anche) San Valentino.


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Una Risposta to “Il partito dell’Amore – se non ora quando?”

  1. lordbad Says:

    Ottime riflessioni e suggerimenti…

    Anche noi di Vongole & Merluzzi abbiamo ben pensato di scrivere un post al proposito…

    Anzi abbiamo chiesto di scriverlo a una tipa molto particolare…

    Augurandoti, a modo nostro, un buon San Valentino, spero avrai modo di ricambiare la visita:

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/14/post-di-una-squillo-per-bene/


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