E se l’Italia preferisse i bei maschioni anziché le escort?

10 febbraio 2011

Ormai non si parla d’altro. E, a dire la verità, non ho voglia di sprecare troppe parole su Silvio Berlusconi e le sue donne, escort o volontarie dell’amore che siano. Ma solo un pensiero semplice e lapidario.

Se il nostro benamato primo ministro fosse stato pizzicato non con un donna, ma con una trans, o peggio con un uomo, cosa sarebbe successo?

La risposta è abbastanza banale: dimissioni immediate. Ne sono certa. Non si sarebbe gridato allo stillicidio mediatico e giudiziario. La Santanché non si sarebbe palesata, come una menade inferocita, in qualsivoglia talk show per difendere la lesa maestà a suon di urla. Ghedini non avrebbe parlato di incostituzionalità, né Frattini avrebbe mai invocato il ricorso all’Unione Europea per difendere i diritti umani (del premier).

Se invece di Ruby, tra le braccia di Berlusconi ci fosse finito Roberto, un bel maschione depilato, tutto muscoli e tatuaggi, come pensate che avrebbe reagito la Chiesa? Si sarebbe trincerata lo stesso nel “dico, ma non dico troppo perché mi hanno tolto l’ICI”?

Beh, a giudicare dalle esternazioni di Mons. Arduino Bertoldo, Vescovo Emerito di Foligno, sul governatore della regione Puglia, Nichi Vendola, ho qualche dubbio in merito: “Vendola chiede a Berlusconi di cambiare stile di vita. Ma lui si è guardato? Almeno Berlusconi nel peccato non offende la regola naturale, segue la natura. Vendola offende sia il peccato che la natura e dunque sta messo molto, ma molto peggio e taccia.” [qui il link per leggere tutto l’articolo].

E la corazzata mediatica salva premier (Il Giornale, Libero, Panorama…) come avrebbe reagito? A leggere le parole di Francesco Specchia, giornalista di Libero, sul corso di ‘Gender Studies e Queer Theory’ della Statale di Milano, direi proprio male. Il giornalista, infatti, parla di lezioni di “alta froceria” (e mi fermo qui perché nemmeno a ripeterle mi piacciono certe offese). [qui è possibile leggere tutto l’articolo in .pdf]

E se anche un “moderato” (e un po’ troppo sopravvalutato) come Beppe Severgnini si pronuncia contrario al matrimonio gay: “Non sono favorevole all’adozione e, prima ancora, al matrimonio, che è per definizione l’unione di un uomo e di una donna”, [qui l’articolo], cos’altro dobbiamo aggiungere? Nulla, temo.

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