Comprendere la fecondazione assistita…

1 aprile 2009

Io ci provo, consapevole di dover scrivere su qualcosa che, più o meno, ignoro. Mi spiego meglio.
Ho appena aperto la homepage di Repubblica e ho letto a caratteri cubitali:
“Legge 40, stop della Consulta al limite di tre embrioni”.
Vado e spulciare l’articolo, sperando di essere informata, ma il cervello, il mio, ahimè ha dei grossi limiti!
Si parla di embrioni, i famosi 3 embrioni che devono essere inseriti nel corpo della donna con un “unico e contemporaneo impianto”. Bene, questo punto della legge è stato considerato incostituzionale.
Nello stesso articolo si legge: “Viola la Costituzione anche il comma 3 dello stesso articolo, nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna […] La Corte, infine, ha dichiarato inammissibili […] la questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 6, inerente l’irrevocabilità del consenso della donna”.
Non so bene di cosa si tratta, so solo che se non mi sbaglio, quattro anni fa ci fu un referendum in merito. E sempre se non ricordo male, in quel referendum si chiedeva di abrogare proprio questi punti (punto più, punto meno). Ed ora? a distanza di così tanto tempo, grazie alle pressioni di diverse Onlus e associazioni, a cosa si è giunti? alle stesse conclusioni di chi promuoveva un referendum che non servì a nulla, perché nemmeno riuscì a raggiungere il quorum…
Senza voler dare giudizi troppo affrettati, e soprattutto su una materia così complessa, dove si intrecciano medicina ed etica, credo che anche questa sia l’ennesima burla del nostro sistema politico. Ma non politico nel senso di destra e sinistra, ma in un senso molto, molto più alto. Temo, infatti, si tratti dell’ennesima dimostrazione del fatto che la politica italiana non riesce a dare risposte adeguate ad un mondo che cambia, ad una scienza che ha valicato i confini del tradizionale positivismo darwiniano, entrando in contatto con qualcosa di molto più “alto”. Il confine tra la vita e la morte (come nel caso Englaro), la possibilità di creare, ricreare e manipolare o modificare la vita come è sempre stata concepita. Sono domande che nei prossimi anni (posto che non finisca il mondo come molti credono) diventeranno sempre più insistenti e alle quali, come la Consulta ha appena dimostrato, non bisogna rispondere partendo da basi ideologiche, ma da un sano buon senso, magari senza troppa fretta, aprendo un dibattito, spiegando alle persone (anche all’operaio Mario e alla sciura Maria) di cosa realmente si sta parlando. Tutto questo per un motivo molto semplice, le leggi, le regole non sono concetti astratti, ma influenzano le vite delle persone, a volte limitano, ma se giuste rendono liberi!

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