“Alle italiane e agli italiani vorrei rivolgere una semplice domanda: fareste educare i vostri figli da quest’uomo? Chi guida un paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi”
Dario Franceschini, segretario del PD, riferendosi al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Allora, proviamo ad immaginare i figli degli italiani affidati a Berlusconi. Oddio.
Per esempio, i maschi non possono superare i 160 centimetri di altezza, altrimenti il ‘papi’ è costretto a farsi fare tacchi più alti. I capelli, poi, rigorosamente rasati, non per cameratismo, né per particolari esigenze igieniche, ma per non attirare la Sua di invidia. Le donne, invece, potranno indossare al massimo la taglia 42, e seno rifatto (offre lui, non preoccupatevi) dopo il primo ciclo mestruale, vi chiederete perché così presto… be’ a 18 anni saranno già pronte per la pensione!
Certo, sono stata cattiva, e a volte mi dico: prima o poi qualcuno mi “bacchetterà” per queste mie insolenze. Però, io che non sono giornalista, né donna di troppo intelletto, posso solo permettermi di esprimere idee balorde su questo omino basso, pelato, egocentrico, vanitoso e megalomane che guida il mio paese. Il NOSTRO paese.
Troppe volte, infatti, dimentichiamo una cosa essenziale: Berlusconi non è presidente solo di chi l’ha votato, ma anche di chi come me, e come tante altre persone, hanno espresso (e continuano a farlo) idee diverse. Insomma, il capo del governo dovrebbe rappresentare una sorta di “padre” (non ‘papi’), inteso come guida, e non solo rappresentante del suo elettorato. Certo, ha ricevuto un mandato da una parte cospicua degli italiani, ma le democrazie si distinguono dai totalitarismi per il rispetto del dissenso. I totalitarismi (regimi come quello di Teheran o di Pechino in cui ci sono elezioni ma l’unica forma di opinione pubblica è filogovernativa) sono fatte di monologhi, le democrazie, invece, sono dialogiche. E in quanto tali, non possono avere una voce sola.
Per esempio, immaginate un film: per due ore un unico protagonista che racconta una sola storia, un’inquadratura fissa e nemmeno un commento musicale. Dopo quanto tempo vi annoiereste? 10, 15 minuti? Forse anche di meno.
Non a caso gli antichi greci oltre alla democrazia, inventarono il teatro!
Chiudo, citando un uomo che a me non piace, non è mai piaciuto e che, più di ogni altra cosa, reputo uno dei maggiori responsabili della debachle (non solo elettorale) del PD, Walter Veltroni:
“In tutti i paesi al mondo c’è un governo, ma solo nelle democrazie c’è anche l’opposizione!”
(chiedo venia se non sono le parole esatte, ma mi fa fatica andare a ripescare il discorso al Circo Massimo che Veltroni tenne l’estate scorsa…)
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