Archivio per maggio, 2009

Rapporti piccanti… quando le parole parlano per davvero!

28 maggio 2009

Bill Clinton e Silvio Berlusconi

“Lo ripeto: non ho avuto nessun rapporto sessuale con questa donna”.

“Ho giurato di non aver avuto rapporti piccanti”.

Cos’hanno in comune queste due frasi? A leggerle sembrerebbero quasi identiche.

Ebbene, la prima la pronunciò Bill Clinton il 26 gennaio 1998 in una conferenza stampa, tenuta assieme alla moglie Hillary, in merito ad una spinosa questione: l’affaire Monica Lewinsky, ex stagista della Casa Bianca con cui ebbe una relazione e per colpa della quale si beccò la richiesta di impeachment.

La seconda, l’ha detta Sivio Berlusconi oggi davanti alle telecamere ammesse a Palazzo Chigi. Inutile dire che si tratta del caso Noemi Letizia che ormai sembra essere diventato unico argomento di discussione, e non solo in Italia.

Una sola differenza tra le due frasi: l’uso degli aggettivi.

Un rapporto sessuale è un’espressione in qualche modo neutra, quasi “medica”. Parlare di rapporti piccanti evoca, invece, qualcosa di torbido, di malizioso, sebbene l’intenzione dell’enunciato sia proprio negarlo. Non sto muovendo nessuna accusa nei confronti Berlusconi, sia ben chiaro. Una volta tanto, la colpa non è sua, ma della percezione che abbiamo noi italiani del sesso, in particolare quelli di una certa età, cresciuti in un determinato periodo storico, in cui il sesso, o meglio, parlare di sesso era considerato tabù.

L’uso delle parole non è mai casuale. Da Freud a Chomsky, l’hanno detto un po’ tutti. La scelta di un aggettivo, infatti, anche quello banale e all’apparenza inoffensivo, nasconde un mondo. E’ il frutto di una scelta. Inconsapevole o meno, è il nostro cervello che decide, in base a delle associazioni che si riflettono nel linguaggio come Narciso nel famoso specchio d’acqua.

In questo caso, la parola piccante racchiude un mondo, un’epcoa. Basti pensare a certi film di Fellini…

Immaginiamo i figli di Berlusconi… all’opposizione

27 maggio 2009

“Alle italiane e agli italiani vorrei rivolgere una semplice domanda: fareste educare i vostri figli da quest’uomo? Chi guida un paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi”

Dario Franceschini, segretario del PD, riferendosi al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Allora, proviamo ad immaginare i figli degli italiani affidati a Berlusconi. Oddio.

Per esempio, i maschi non possono superare i 160 centimetri di altezza, altrimenti il ‘papi’ è costretto a farsi fare tacchi più alti. I capelli, poi, rigorosamente rasati, non per cameratismo, né per particolari esigenze igieniche, ma per non attirare la Sua di invidia. Le donne, invece, potranno indossare al massimo la taglia 42, e seno rifatto (offre lui, non preoccupatevi) dopo il primo ciclo mestruale, vi chiederete perché così presto… be’ a 18 anni saranno già pronte per la pensione!

Certo, sono stata cattiva, e a volte mi dico: prima o poi qualcuno mi “bacchetterà” per queste mie insolenze. Però, io che non sono giornalista, né donna di troppo intelletto, posso solo permettermi di esprimere idee balorde su questo omino basso, pelato, egocentrico, vanitoso e megalomane che guida il mio paese. Il NOSTRO paese.

Troppe volte, infatti, dimentichiamo una cosa essenziale: Berlusconi non è presidente solo di chi l’ha votato, ma anche di chi come me, e come tante altre persone, hanno espresso (e continuano a farlo) idee diverse. Insomma, il capo del governo dovrebbe rappresentare una sorta di “padre” (non ‘papi’), inteso come guida, e non solo rappresentante del suo elettorato. Certo, ha ricevuto un mandato da una parte cospicua degli italiani, ma le democrazie si distinguono dai totalitarismi per il rispetto del dissenso. I totalitarismi (regimi come quello di Teheran o di Pechino in cui ci sono elezioni ma l’unica forma di opinione pubblica è filogovernativa) sono fatte di monologhi, le democrazie, invece, sono dialogiche. E in quanto tali, non possono avere una voce sola.

Per esempio, immaginate un film: per due ore un unico protagonista che racconta una sola storia, un’inquadratura fissa e nemmeno un commento musicale. Dopo quanto tempo vi annoiereste? 10, 15 minuti? Forse anche di meno.

Non a caso gli antichi greci oltre alla democrazia, inventarono il teatro!

Chiudo, citando un uomo che a me non piace, non è mai piaciuto e che, più di ogni altra cosa, reputo uno dei maggiori responsabili della debachle (non solo elettorale) del PD, Walter Veltroni:

“In tutti i paesi al mondo c’è un governo, ma solo nelle democrazie c’è anche l’opposizione!”

(chiedo venia se non sono le parole esatte, ma mi fa fatica andare a ripescare il discorso al Circo Massimo che Veltroni tenne l’estate scorsa…)

Tutti i tronisti di Noemi…

25 maggio 2009

Questo è il primo: Gino Flaminio, 22 anni, vive a Napoli (nel popolare quartiere Vasto), fa l’operaio, ha l’aria perbene e semplice, come si definisce lui stesso è “uno del popolo”. Di certo, non spicca per particolari doti dialettiche, però è alto, giovane, aitante (ha una passione per il kickboxing).

Questo è l’altro: Silvio Berlusconi, è nato a Milano il 29 settembre 1936 (ha 72 anni), dal 1985 sposato con Veronica Lario (si attendono ancora notizie sul loro effettivo divorzio), vive tra Roma e Arcore, politico e imprenditore, dall’aprile 2008 ricopre per la terza volta la carica di presidente del Consiglio dei ministri. E’ un uomo energico, carismatico, che il popolo lo conosce bene, del resto è il leader del “Popolo della Libertà”. Di certo, non spicca per doti atletiche (ci sono varie supposizioni sulla sua reale altezza), né per particolare avvenenza (da anni l’Italia si domanda di che materiale siano fatti i suoi capelli). Ma sa essere romantico: per i 18 anni della nostra Noemi, le ha regalato un gioiello da 6 mila euro.

Domenico Cozzolino

Domenico Cozzolino, l'attuale (presunto) fidanzato di Noemi Letizia

Adesso pare che la nostra Noemi non abbia scelto nessuno dei due, piuttosto sia fidanzata (si dice da 10 mesi) con Domenico Cozzolino, già avviato nel mondo dello spettacolo (nello specifico Domenico è stato corteggiatore ad “Uomini e Donne” di Paola Frizziero).

Da quasi un mese, ormai, il paese intero si domanda quale sarà l’esito di questa avvincente storia d’amore. Fatto sta che proprio oggi, il padre di Noemi, Benedetto (da tutti conosciuto come Elio), ha fatto sapere che sua figlia è ancora illibata.

Uno scandalo del genere non ha niente da invidiare a quello che più di 10 anni fa travolse gli Stati Uniti, quando l’allora presidente Bill Clinton fu accusato di aver intrattenuto una relazione (pare soltanto sessuale) con la stagista Monica Lewinsky. Anzi, grazie al tipico spirito italiano, gossipparo, malizioso e malpensante, la vicenda ha assunto dei contorni torbidi e, per certi versi, grotteschi, replicando, in maniera del tutto palese, le stesse dinamiche dei reality show che tanto vanno di moda di questi tempi.

Da una parte abbiamo il povero sfigato che dice di essere stato mollato dalla sua donna quando questa, chissà per quale strana tangente, è riuscita ad entrare nel glitteroso e fantasmagorico mondo dello spettacolo e della politica (che, va da sé, sono la stessa cosa). Dall’altra, il vecchio, galante e generoso, che non ha fatto niente di male, solo regalare ad una bambina un collier da 6mila euro (poco meno di quanto guadagnerà lo sfigato in un anno!). E lei, residuato bellico della donna angelica di stampo dolce stil novo, rimane ancora illibata.
Diciamocela tutta, le vogliamo bene per questo! Un angelo petrarchesco che resiste, in un mondo di grandi, ancora vergine (e chiamiamo le cose con il loro nome!). Lei come poche, dato che, è risaputo, le ragazze italiane perdono la verginità molto prima. Sarà che non tutte hanno la fortuna di incontrare Silvio Berlusconi…

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